"ANDAR HACIENDO CAMINO"

 

Parrocchia S. Pedro de Versalles

Apartado Postal 351

40100 - Matanzas - Tel. 52 243366

 

Carissimi tutti, la strada, diceva il poeta Antonio Machado, si apre davanti a noi mentre la percorriamo, e il nostro primo mese a Cuba ha già tracciato un po' della rotta. Desideriamo ora farvi partecipi di quanto abbiamo vissuto in questo periodo. Il giorno della partenza da Roma, il 6 di novembre, accompagnati dai frati della comunità francescana della Cittadella dell'Immacolata che con affetto e fraternità ci hanno ospitato prima di spiccare il volo, abbiamo celebrato, sotto una pioggia insistente, alla grotta della Madonna della Rivelazione. Alla Madre del Signore abbiamo affidato ancora una volta il cammino che ci attendeva. Sino a Madrid, scalo obbligato per chi viaggia con Iberia, la comunità è rimasta unita. Per primo ci ha lasciato p. Fernando, destinato ad un mese di spagnolo castigliano, prima di affrontare lo spagnolo cubano. Lo hanno accolto i nostri frati del Collegio di S. Buenaventura e... il freddo inverno madrilegno ormai alle porte. Il "Padre Maestro" ha accettato di buon grado di ritornare sui banchi di scuola, anche se questa volta come discepolo. Mentre p. Fernando iniziava il suo mese a Madrid, continuavamo il viaggio verso La Habana, dove ci aspettavano oltre al P. Felipe Tejerina, frate minore cappuccino e ormai amico fraterno della fondazione conventuale a Cuba, anche le conseguenze dell'uragano Michelle, passato solo qualche ora prima sull'isola, lasciando uno strascico di devastazione e purtroppo alcune vittime. Nella capitale cubana i cappuccini hanno due chiese: una, la chiesa del Jesus di Miramar, grandiosa e molto bella come architettura, si trova nella "quinta Avenida", strada famosa per i suoi edifici e per ospitare quasi tutte le ambasciate straniere Qui risiedono solo due frati e un giovane chierico di voti temporanei. L'altra chiesa, Cristo de Limpias, si trova nel centro della vecchia Habana, a due passi dal Capitolio ed accanto ad un chiassoso mercato di quartiere ed è di fatto attorniata, giorno e notte, da persone vocianti che comprano e vendono, trafficano e offrono di tutto. La chiesa è molto modesta, consiste in un solo salone molto semplice. Dagli anni cinquanta si venera un busto del "Cristo patiens". In questa comunità risiede un solo frate che attende alla chiesa e ai quattro giovani postulanti. Tra loro si è fermato per un mese p. Roberto, sostenuto dal cordiale e prezioso aiuto di p. Luis Chilàn e dei giovani postulanti, si è buttato in una conoscenza ravvicinata della realtà ecclesiale e sociale cubana. Attraverso varie esperienze: incontri con i bambini e con gli ammalati e la celebrazione dell'Eucaristia in diverse comunità. Con la conoscenza amichevole di tante persone ha iniziato a rendersi conto di alcune caratteristiche e problematiche della realtà cubana, e molto utile è stata la possibilità di poter frequentare alcune lezioni al Seminario S. Carlo e S. Ambrosio, l'unico seminario maggiore di tutta l'Isola. Vi sono circa una sessantina di giovani seminaristi che frequentano il corso di filosofia e teologia. Gli incontri con i professori, con altri religiosi e con i seminaristi hanno permesso di poter iniziare a conoscere il cammino della chiesa cubana e soprattutto come la comunità ecclesiale ed anche il tipo di ministero del clero sia cambiato dopo la rivoluzione di Fidel Castro. Non è mancato l'incontro con le famiglie francescane presenti nell'isola. Oltre ai frati minori cappuccini, che con fraternità e affetto hanno sostenuto e favorito sin dal principio la fondazione conventuale a Cuba, ci si è incontrati con i Frati minori, presenti sin dalla colonizzazione iniziale dell'isola, subito, dopo la sua scoperta da parte di Colombo. L'occasione propizia è venuta dalla celebrazione di tutti i Santi francescani il 29 novembre. Ospitati nel convento dei Frati Minori a Guanabacoa (un sobborgo di La Habana), finalmente le tre famiglie francescane presenti a Cuba hanno celebrato insieme l'eucarestia. Ha presieduto la celebrazione p. Silvano, venuta per l'occasione da Matanzas; p. Roberto ha proclamato il vangelo e p. Luis, cappuccino, ha offerto la riflessione sulla Parola di Dio. Gli altri fratelli minori concelebravano. E’ stato un momento significativo in cui si è lodato il Signore per la storia dell'Ordine francescano, per le meraviglie che ha operato e opera attraverso i suoi santi e per il piccolo seme di una fraternitá francescana, unita dall'affetto e dal nome di Francesco  pur nella consapevolezza della propria identità storica. La cena fraterna è stata offerta dai Frati Minori, e il gioioso stare insieme, cantando i canti cubani e con qualche accenno (timido e non proprio intonato .. ) di canti italiani ha chiuso un serata veramente memorabile.

P. Silvano, dopo l'incontro con i frati, è rientrato a Matanzas. Fra le sue vocazioni annovera anche quella di direttore dei lavori di costruzione e si sta occupando, da circa un mese, della ristrutturazione del futuro‑convento, attiguo alla parrocchia di s. Pedro. La sua residenza sino ad ora è nella casa sacerdotale (che già ospitò la prima esperienza comunitaria a Cuba nel maggio giugno del 2000); qui condivide la vita con due sacerdoti colombiani e da subito si é messo a disposizione delle necessità di varie comunità cristiane, in sostituzione anche di due sacerdoti assenti. L'impegno principale, comunque, è quello nella Parrocchia s. Pedro di Versalles dove ha iniziato ad entrare in contatto con i vari settori: ammalati, battesimi, catechesi. Oltre all'impegno pastorale, prende subito contatto con l'Impresa che deve fare i lavori di restauro e, in pochi giorni, si iniziano i lavori (primo passo il 14 novembre). La struttura viene letteralmente "aggredita" con una media di venti operai al giorno (ma siamo arrivati fino a trentacinque!). Così, in meno di un mese, si possono già vedere concretamente i frutti della ricostruzione. Si credeva, dalle analisi fatte, di poter salvare qualcosa di quanto esisteva in precedenza, ma dati gli oltre quaranta anni di abbandono totale, si è purtroppo costatato che era urgente procedere ad un intervento radicale. In sostanza sono rimaste solo le mura portanti e le facciate esteriori, che non possono essere assolutamente toccate essendo patrimonio storico e frutto di una importante edilizia coloniale. Si è dovuto intervenire anche a livello di copertura della Chiesa per assicurarsi da eventuali nuove infiltrazioni (che tanto danno hanno fatto fino ad oggi). Sono molte le considerazioni che si potrebbero fare sopra questo primo mese di esperienza. Vogliamo sottolineare la straordinaria disponibilità degli operai e dei responsabili di cantiere che si trovano a lavorare con mezzi da inventare e con una realtà che mette in crisi il ritmo per mancanza di materiali. I lavori si sono fermati per molti giorni a causa della assoluta irreperibilità di chiodi ed altre cose indispensabili. Il costo dei materiali è molto alto; con gli operai é nato un rapporto molto bello ed anche di fiducia reciproca che permette di tenere un ritmo di lavoro assolutamente inaspettato. Si lavora in condizioni in cui bisogna rettificare tanti modi di pensare! E questo fa anche bene, perché aiuta ad entrare in una storia concreta, a contatto con quelli che sono i problemi e le difficoltà che la gente cubana vive ogni giorno. Finalmente l' 8 dicembre, Solennità dell'lmmacolata, la comunità si riunisce a Matanzas per iniziare la vita in comune. Ringraziamo il Signore; preghiamo, ricordando tutti voi, il bene che ci avete voluto e che ancora ci volete. Sappiamo che ci state sostenendo; vi invitiamo a farlo ancora perché il mondo in cui il Signore ci ha chiamati a lavorare non è facile. Speriamo di essere, con il vostro sostegno e, soprattutto con la grazia di Dio, degni della Sua chiamata. E' Natale; sentiamo che la Sua venuta è davvero benedizione. Chiediamogli di essere tutti, ciascuno dove è stato posto dalla Provvidenza, strumento della Sua pace e portatori del Suo amore. Pace e bene e che il Signore ci benedica tutti, p, Fernando, p. Roberto, p. Silvano

  Matanzas, 15 dicembre 2001

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